ParleRai

No alla privatizzazione della Rai

Info

Utente: teamweb

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

Link

Archivio

oggi
gennaio 2005

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

martedì, 18 gennaio 2005

Scarica il comunicato in formato .zip

Comunicato Megachip

La privatizzazione della Rai è ormai in corso, ma non vediamo né nel Parlamento, né nel Paese una battaglia per impedire la liquidazione – caso unico in Europa – del servizio pubblico. E’ un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta la poca lungimiranza delle forze politiche di centro-sinistra, ma anche dei movimenti, su una questione cruciale per la nostra democrazia. Il governo ha già deciso di vendere il 30 per cento dell’azienda, prima tappa della collocazione sul mercato del 100 per cento della Rai.

L’omologazione della Rai alla tv commerciale era già iniziata da tempo, ma i governi dell’Ulivo non hanno nemmeno tentato di bloccare un processo che portava ad appaltare a società private esterne molti programmi di punta dell’ente radiotelevisivo pubblico.

Questa Rai, brutta e lottizzata, non ci piace, ma crediamo che la sua riqualificazione come strumento fondamentale per la crescita culturale del paese e per il ripristino di una informazione corretta si debba basare sul mantenimento della sua caratteristica di servizio pubblico e non sulla sua privatizzazione, cioè sul passaggio del controllo a grandi gruppi finanziari o editoriali e non a una massa di piccoli azionisti come vogliono far credere.

Ricordiamo che nessun paese dell’Europa occidentale, sia governato dalla destra, sia dalla sinistra, sta scegliendo questo strano miscuglio di pubblico-privato che incombe sulla Rai.

Per questo Megachip chiede:

  1. Una regolamentazione a livello costituzionale della Rai, dal momento che il ruolo della televisione nella formazione politica, intellettuale e morale dei popoli è diventato, nelle nostre società, determinante, dunque il diritto dei cittadini a essere informati correttamente deve essere inserito fra quelli fondamentali in una società democratica.

  2. Che la questione del futuro della Rai non venga confinata agli addetti ai lavori o spacciata per un semplice fatto economico: sappiamo benissimo che non lo è. Il futuro dell’ente televisivo interessa milioni di cittadini italiani che hanno diritto di far sentire la loro voce.

  3. Che le frequenze analogiche e l’uso del digitale vengano considerate a tutti gli effetti proprietà pubblica e il loro uso consentito solo mediante concessione pubblica, democraticamente decisa e revocabile.

  4. Che si arresti un processo insensato, e spesso nemmeno motivato dal punto di vista economico, di privatizzazione di tutti gli spazi collettivi e dei beni pubblici, dalla Rai, alle forniture d’acqua, dai beni culturali al paesaggio che stanno snaturando e distruggendo l’identità storica del nostro paese e danneggiano, a favori di pochi, la maggioranza dei cittadini.

Magachip ha già chiesto alla Federazione Nazionale della Stampa di farsi promotrice di una Sessione Straordinaria degli Stati Generali sulla Comunicazione, per lanciare una campagna – urgente e non rinviabile – contro la privatizzaione della Rai. Si devono mobilitare in fretta le forze intellettuali, sociali e politiche del paese in difesa del servizio pubblico, così come, peraltro, è stato chiesto dalla stesso Presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

NON C’E’ TEMPO DA PERDERE: CHIEDIAMO A FORZE POLITICHE, MOVIMENTI, UOMINI DI CULTURA, GIORNALISTI, CITTADINI DI IMPEGNARSI IN QUESTA GRANDE BATTAGLIA DEMOCRATICA E COSTITUZIONALE IN DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO

Associazione Megachip - democrazia nella comunicazione

Postato da: teamweb a 16:08 | link | commenti (30) |


Commenti
#1    28 Gennaio 2005 - 18:43
 
In primo luogo, benvenuti su splinder. Ottima idea quella di un blog qui.
Vi seguo da un pò di tempo, in megachip: voi siete, la mia prima fonte di in-formazione.
Sono d'accordo, con l'idea di una mobilitazione generale contro la privatizzazione della rai.
Sarebbe peregrina l'idea di una proposta popolare contro questa privatizzazione?

un saluto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#2    28 Gennaio 2005 - 18:46
 
scusate le ripetizioni: mi sono fissata coll'"idea"...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#3    29 Gennaio 2005 - 10:41
 
Naturalmente, alla privatizzazione della RAI fa da contraltare la criminalizzazione dell'idea che si possa creare in Italia una comunicazione alternativa: le telestreet, per fare un esempio, sono nel mirino del Ministero degli Interni, come "portatrici di terrorismo ed eversione"
poi .."sono spesso vicine all'area dei centri sociali.."
e, anatema!
"..irradiano PROGRAMMI ALTERNATIVI con l'obiettivo di creare un Global network.."

e invece noi tutti dobbiamo mangiare solo la MINESTRA PASTONE delle varie TV commerciali e della futura RAI commerciale..

Ma come possiamo ancora continuare a pagare il canone?....Come possiamo non attivarci? Spero che la Federazione della Stampa accolga la sollecitazione di megachip!
..ma, tutti noi singolarmente, cosa possiamo fare?......che iniziative?
CIAO fLORIANA!


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente geamilano

#4    30 Gennaio 2005 - 15:42
 
...anche io mi riproduco:-)- come Floriana_.. perche' non posso fare a meno di comunicare questa cosa che ho letto. potremmo avere noi mai una televisione pubblica che trasmetta quanto sta trasmettendo la Bbc in questi giorni? Ecco di che cosa si tratta, da un articolo di Liberazione del giorno 29 gennaio...

La Bbc: “Osama Bin Laden e al Qaida non esistono”

Mentre quattro prigionieri britannici sono appena stati liberati dal “lager” di Guantanmo, la televisione pubblica Bbc sta diffondendo da alcuni giorni un documentario che mette in causa addirittura l’esistenza della rete terroristica Al-Qaeda e del suo fantomatico capo, Osama Bin Laden. Il regista, Adam Curtis, illustra in tre film della durata di un’ora ciascuno, intitolati “The power of the nigthmares: the rise of polical fear (il potere degli incubi, la crescita della paura politica) i dispositivi e i meccanismi della costruzione della psicosi antiterorista orchestratadai governi di guerra di George W. Bush e Tony Blair. Secondo Curtis, la prospettiva di una minaccia terrorista planetaria “è un fantasma che e’ stato ingigantito e deformato ad arte da questa classe dirigente. E’ un cupo miraggio che si e’ diffuso semza essere analizzato, ne’ dai governi, ne’ dai servizi di sicurezza, ne’ tantomeno dai media internazionali” Nei documentari viene sostenuta con forza l’idea che una direzione unificata del terrorismo islamico come al.Qaeda non e’ un’ipotesi credibile. E che le suggestive caverne dalle quali Bin Laden trasmette le sue minacce al mondo occidentale “non sono piu’ autentiche delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”.
Per Curtis, la propaganda antiterroristica e’ un artificio della comunicazione guerriera di Casa Bianca e Pentagono che hanno bisogno di creare un fittizio “Impero del male” volto a far digerire al mondo e agli americani le politiche espansive statunitensi."

(be', un po' di tempo fa mi sorpresi a scrivere o dire.. che forse Bin Laden era una costruzione virtuale..non mi conforta che qualcuno abbia un po' la mia percezione..):-(
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente geamilano

#5    30 Gennaio 2005 - 18:52
 
Ciao Gea,
ricordo che il primo ad avere sostenuto che Al Qaida era diventato un "marchio" è stato Giulietto Chiesa.
La storia sta dimostrando che aveva ragione.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#6    30 Gennaio 2005 - 20:47
 
ciao Flo
oggi ho preparato un sondaggino in un forum ..in cui ho pòstato quel medesimo articolo sopra.
Ti faccio vedere i risultati

DOMANDA:
Chi e' Osama Bin Laden?

1 - un vero terrorista internazionale
14% [ 1 ]
2 - uno strumento nelle mani di chi vuole la guerra globale
14% [ 1 ]
3 - una costruzione virtuale strumento di chi vuole la guerra globale
57% [ 4 ]
4 - altra ipotesi...
14% [ 1 ]

Voti Totali : 7

tu cosa avresti risposto?

ciao

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente geamilano

#7    31 Gennaio 2005 - 08:01
 
una sigla di import/export terrorismo;
una sigla il cui principio:"o come o contro di me" giustifica le liste di proscrizione, la censura, gli oscuramenti ,il bavaglio alla libertà di stampa.
una sigla sotto la quale la (nostra) costituzione è ridotta a brandelli, e i principi in essa contenuti, posti "fuorilegge"
una sigla sotto la quale oggi si perpetrano i dellitti contro l'umanità giustificando ogni tipo di vessazione, asservimento, tortura.
una sigla sotto la quale si etichetta chiunque voglio esercitare la libertà di informazione, di essere un un "depistatore"(per il momento)
una sigla sotto la quale storicamente qualsiasi regime, giustifica "il controllo" sulle libertà individuali e civili di ciascun a donna e ciascun uomo.
E guai ai vinti!...

un saluto

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#8    31 Gennaio 2005 - 09:44
 
Aderisco con entusiasmo a questa iniziativa che spero voglia essere l'inizio di un'aggregazione di forze attorno al tema dell'informazione. Partendo dalla Rai e dalla tv in genere fino a giungere al web. È necessario in questo momento storico far crescere poli in-formativi.
Purtroppo l'attuale sistema culturale pare rivolto ad eliminare ogni strumento critico dal percorso formativo del cittadino, di conseguenza i cartomanti come Bush proliferano e le persone fuggono dalla libertà delegando il sapere e il capire alla televisione.
A presto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vetriolo

#9    31 Gennaio 2005 - 14:01
 
...Mi accorgo di non avere ancora risposto alla domanda iniziale, pòsta da Flo, se cioe' "sarebbe peregrina lidea di una mobilitazione popolare contro la privatizzazione della RAI." Io credo che si possa fare, tentare con fiducia, avendo presente che buona parte del Paese, quella che si "interroga" è sensibile a questo tema...
... che tuttavia puo' essere che "rimuova" dalla coscienza perche'pressato da -emergenze democratiche- continue, ognuna delle quali richiederebbe urgentemente una presa di coscienza e mobilitazione. Le quotidiane batoste contro la liberta' con cui siamo bastonati quotidianamente , che hanno la forma di leggi, condoni, censure, prese di posizione, criminalizzazioni di questo o quello, idiozie..premono alla nostra capacita' di...come dire...assorbimento, oserei dire che si e' traumatizzati di continuo e la capacita' di reazione si affievolisce per una fatto proprio fisiologico ..
io la vedo' cosi'.
Puo' essere che possa sembrare meno importante attivarsi per scongiurare la privatizzazione del servizio pubblico piuttosto che per la difesa di altra causa altrettanto importante...sono talmente tante queste cause ormai!
Nonostante questo, che cioe' ci possa essere una percezione meno sollecitata e attenta verso questo tema..anche in relazione al silenzio di una cosiddetta Opposizione! si deve fare quanto possiamo fare oer tenere viva la attenzione..
stiamo scivolando verso il basso, verso una dittatura di fatto..ieri sera mi sono sorpresa a sussultare per una frase che Fini ha detto a margine della festa per l'anniversario della nascita di Alleanza Nazionale..cioe' ha detto: "Dobbiamo creare un forte partito unico in cui si riconoscano tutti gli italiani..."
andiamo bene! partito unico e mezzi di informazione nelle mani di uno solo...:-(
(chiedo scusa del molto spazio che ho preso)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente geamilano

#10    03 Febbraio 2005 - 00:46
 
Condivido pienamente questa iniziativa, che ritengo essere uno dei mezzi più efficaci per battere, quella che io chiamo già da molto tempo "DITTATURA EDITORIALE".

Roby Bern
utente anonimo

#11    04 Febbraio 2005 - 16:35
 
un pensiero a Sgrena.
E il ricordo ri-porta la vicenda di un altra donna Floreance.
Due professioniste, due donne"impegnate"anche per la tutela e il riconoscimento dei diritti di altre donne.
Donne che hanno rischiato(e rischiano)insieme agli/alle altri/tre pur di far sapere la verità.
Due donne che smascherano la propaganda poltica di una compiuta democrazia in iraq. Sulla loro pelle.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#12    05 Febbraio 2005 - 01:52
 
Mi associo al post di Floreana2, con la speranza che questo ennesimo sequestro, si concluda in brevissimo tempo. Ma soprattutto che non si tratti di una manovra ben studiata da utilizzare per le prossime Regionali, tipo (liberazione in extremis).

Perdonate ma ho ancora dei forti dubbi in merito a sequestri di questo tipo.

Roby Bern
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RobyBern

#13    06 Febbraio 2005 - 09:24
 
A questo punto spero che la liberazione in extremis per fini propagandistici, possa avvenire.
Mi preoccupa se la strategia fosse un'altra: dimostrare che i terroristi colpiscono anche uomini e donne che si sono impegnati/te in prima linea per dimostrare l'ingiustizia diquesta guerra. Donne che hanno condiviso la sofferenza di altre umiliate e vessate dai vari regimi.A dimostrazione che la democrazia esportata(con le armi,) è l'unica garanzia dell'ordine e della libertà
Spero di sbagliarmi. Voglio sbagliarmi.
un saluto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#14    06 Febbraio 2005 - 16:54
 
Certo che se pensiamo ai sequestri anomali avvenuti in questo anno c'è da credere ad una "strategia della tensione irachena" : Baldoni, le due Simona, i giornalisti di Liberation...nessuno di questi sequestri si è rivelato essere opera di delinquenti comuni. Allora come spiegarli? Quale obiettivo potrebbero avere i sequestratori catturando chi lotta affinché questa guerra finisca?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vetriolo

#15    06 Febbraio 2005 - 23:32
 
I vostri timori e le vostre speranze sono anche le mie, ho già avuto modo di provare un'infinita gioia quando mi trovavo alla sede di UN PONTE PER...ed è arrivata la notizia della liberazione delle due Simone, ancora oggi non sò descrivere quello che ho provato, ebbene non vedo l'ora di poter commentare la liberazione delle nostre AMICHE, informatrici degli ORRORI provocati da una GUERRA che nessuno di noi voleva.
Un grazie a Floreana2, lei capirà,
un Ciao a Vetriolo e a tutti voi di PARLERAI.
Roby Bern
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RobyBern

#16    07 Febbraio 2005 - 13:40
 
..ci sono molti sospetti in giro, molti pensano che si tratti, come dice Vetriolo, di "strategia della tensione.."io per prima lo penso.
Ci sono, leggendo nelle conversaxioni on line, considerazioni supposizioni.. anche quella che una liberazione trionfale da parte delle autorita' italiane, potra' servire alla vigilia delle elezioni. Naturalmente saremmo contenti lostesso!
Ma tornando alla espressione strategia della tensione, io vorrei dire che piu' semolicemente si possa dire: liberarsi di coloro che sono i veri nemici: gli operatori della informazione,quelli non embedded, quelli non omologati e portatori di veline..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente geamilano

#17    07 Febbraio 2005 - 18:26
 
Comunicato pubblicato dall' Organizzazione della Jihad Islamica a proposito dell' ostaggio italiano. Dalle inchieste compiute dal comitato della sharia della formazione della Jihad con la prigioniera italiana Giuliana Sgrena è divenuto categoricamente chiaro che la prigioniera italiana non è implicata in accuse di spionaggio per conto degli atei nel paese dei Rafidain (Mesopotamia), ed in risposta all' appello degli Ulema musulmani noi, la formazione della Jihad libereremo la prigioniera italiana entro qualche giorno».

da unità online
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#18    08 Febbraio 2005 - 14:05
 
Siniscalco: la Rai
privatizzata entro l'anno

ROMA - La privatizzazione della Rai si farà "entro l'anno", ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, in Commissione di Vigilanza sulla Rai.
Sarà il Cipe - ha spiegato il ministro - a predisporre entro marzo una delibera-quadro sulla privatizzazione della televisione pubblica.

Siniscalco, maniscalco, stallieri...basta!

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vetriolo

#19    08 Febbraio 2005 - 16:35
 
È tornato on line il sito dedicato alla lotta contro la mafia chiuso dalla magistratura a seguito di denunce "interessate". Il nuovo link è http://www.leinchieste.com/accade_in_sicilia.html.

Aiutiamoli a crescere, ne hanno e ne abbiamo davvero bisogno.

da http://flordicactus.splinder.com/post/4018964

grazie
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#20    08 Febbraio 2005 - 16:44
 
Scusate, per chi non lo conoscesse si riferisce al sito dello storico Carlo Ruta, www.accaddein sicilia.net,che in questi anni ha fatto un lavoro capillare in merito a molte inchieste di intrallazzi e affarismi in sicilia e che ha portato nella vicenda di portella della ginestra, alla ri-apertura del processo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#21    09 Febbraio 2005 - 02:28
 
Il sequestro della nostra amica ci aveva allontanato dalla discussione primaria, ebbene ritornarci, magari si riprenderà su un altro post.

Lunedì sera ho partecipato alla cena riunione dei freelance di qp-SenzaBavaglio, uno dei temi più discusso è stato il precariato vissuto da questa categoria, considerata dai signori cotrattualizzati della RAI, una sorta di scribbacchini di secondo ordine, forse non sanno che se la RAI verrà privatizzata, molti di loro rischiano di tornare a fare i freelance perchè magari scomodi ai nuovi PADRONI.

Comunque credo che sia il caso di iniziare, se già non l'ho avete fatto, ad inviare e-mail conoscitivi ad amici e parenti, chiedendogli di parlarne e spargere la voce con il passaparola, è un mezzo sperimentato funziona sempre, perchè più se ne parla, al bar dal parrucchiere insomma ovunque, più si prende coscienza dela gravità della vicenda, ne và della LIBERTA' di essere informati senza CENSURE.

X Floreana2 hai poi utilizzato il mio post, se l'hai fatto ne sono felice, in proposito sempre lunedì sono andato al Manifesto e ho avuto modo di parlarne con Piero Scolari, mi ha detto che tutti i mess. inviati che riquardano Giuliana, saranno pubblicati in un unico volume, non appena Giuliana tornerà LIBERA.

Roby Bern
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RobyBern

#22    09 Febbraio 2005 - 13:39
 
Va benissimo fare in modo che girino notizie tipo quella che riguardano i freelance ma non sarebbe il caso di concordare dei testi esplicativi? Per esempio, non sono poche le persone che nemmeno sanno cosa facciano e in che modo lavorino i freelance. Ovviamente nessun "trattato" tramite mail ma se vogliamo che l'interessi monti dobbiamo in-formare (vero floreana?).
Cosa ne pensate?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vetriolo

#23    09 Febbraio 2005 - 17:03
 
Personalmente è quello che faccio: il passaparola per quanto rigurado questa tematica.
Fra l'altro io el'amico vetriolo, gestiamo una news letter nella quale abbiamo dato visibilità a questo blog.In più ( ed è solo una proposta), lancio l'idea di usare nei propri luoghi virtuali, il logo scelto da megachip per promuovere questa iniziativa contro la privatizzazione della rai.
In uno dei miei post parlavo (impropriamente,) di proposta popolare intendendo con questo la possibilità di creare nelle nostre realtà locali occasioni per manifestare il nostro dissenso e coinvolgere la maggior parte dei/delle cittadini/ne.
Mi piacerebbe conoscere il vostro parere.

Per roby = era mia intenzione postare la tua bella poesia nel momento in cui avremmo avuto notizia della liberazione di Giuliana.
Era la speranza che la vicenda si risolvesse al più presto.
Purtroppo così non è stato.
Allora, sconvolgo tutto e stasera posterò la tua poesia affinché quella speranza, si trasformi in un augurio.
grazie roby.

un caro saluto




Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#24    21 Febbraio 2005 - 00:36
 
Un po' di tempo fa mi sono trovato a leggere lo statuto della P2 che è pubblicato a questo indirizzo:
http://www.disinformazione.it/loggiaP2.htm

Dopo qualche giorno fra una notizia del rincaro delle zucchine e un gossip sportivo sento alla radio che entro la fine dell'anno il governo intende privatizzare la RAI...
Ora non vorrei aver avuto un abbaglio, ma la lettera d) del punto numero 2 dei procedimenti di attuazione dello Statuto della P2 dice:

d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

Logicamente questo è tutto falso, nessuno ha paura di questa privatizzazione e nessuno ne trarrebbe vantaggi, dopotutto le azioni saranno vendute al pubblico; chi può permettersi in Italia di comprare il 30% della RAI?

Personalmente aderisco volentieri alla vostra iniziativa e spero che la privatizzazione RAI non passi inosservata.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente orwell1984

#25    21 Febbraio 2005 - 09:19
 
Avevo bisogno di uno spazio per sfogare il mio sdegno, dopo la visione di un episodio televisivo del telefilm JAG, Domenica sera su Rai2.

Trama: un ufficiale (? - non conosco i gradi militari..) della Marina USA, di servizio nella guerra contro l'Iraq, durante un attacco, ERRONEAMENTE, colpisce un ospedale civile provocando numerose vittime tra gli indifesi. Gli avvocati del JAG sono chiamati a difendere il militare e, con lui, l'intera operazione di guerra, di fronte al tribunale internazionale il cui PM sostiene l'accusa per crimini contro l'umanità e strage.

Commento: "ovviamente" vincono i JAG e finisce tutto a tarallucci e vino ed il messaggio è che gli USA sono tenuti ad intervenire con le armi, a loro esclusiva discrezionalità, ovunque ritengano giusto ripristinare la democrazia. I morti civili? Un tragico errore....!
Del resto -affermano- vari paesi del mondo, il secolo scorso ci hanno chiamato a soccorrerli dalle oppressioni: oggi non v'è bisogno che il loro appello sia esplicito. Interveniamo e basta.

IInsomma,
vergognoso!


Scusate lo spazio occupato, ma dovevo esternare...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Loreanne

#26    21 Febbraio 2005 - 20:11
 
Ciao "soci", che bello che siete qui, anche voi.

In atto, ci sono delle proposte che sarebbe bene, pubblicizzare.

un saluto a tutte/ti

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floreana2

#27    21 Febbraio 2005 - 21:24
 
Salve a tutti!
Bellissima idea questo blog.
E tra le tante cose, ci sarebbe da chiarire anche la possibile figura del presidente di garanzia... ma ormai è una figura dimenticata...
A rileggervi! Ciao!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente frenesiaa

#28    27 Febbraio 2005 - 10:50
 
Ciao Flo'!!!!

Ma, dico io: non possiamo spegnere tutti i televisori, obiezione al pagamento del canone, togliere questo immane poteri ai signori della bugia, della guerra e dei fondotinta??

A parte l'abominevole trasmissione Punto e a Capo, di cui ho solo seguito i commenti dai giornali,
ultimamente il palinsesto non offre altro che trasmissioni, film legati alla guerra, telefilm polizieschi di dubbia moralità e senso civico (uso della violenza da parte delle forze dell'ordine che auspicano una rapida esecuzione letale dei soggetti incriminati); per non parlare poi della serie di grandi sceneggiati che,
se non inneggiano alla "scemenza", o non riportano una rivisitazione della storia in chiave "moderna",
sono dedicati alle figure storiche della religione Cattolica. Con tutto il rispetto per i credenti, ma... basta.
Cosa c'è dietro?
Uffffff


W la radio libera,
W Radiopopolare!!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Loreanne

#29    07 Aprile 2005 - 16:09
 
Urge, tatticamente, nell'immediato un'azione politica decisa. L'Unione, attraverso la voce dei suoi rappresentanti più autorevoli, dichiari a chiare lettere che, se andrà al governo, butterà nel cestino la Gasparri. Metta in guardia i cittadini sui rischi che corrono in primis come fruitori del servizio, ma pure come eventuali sottoscrittori di azioni RAI, se e quando sbarcherà in borsa. Si tratta di una "finta privatizzazione" che consegna definitivamente la RAI all'esecutivo e, impedisce di fatto, con il limite di possesso dell'1%l'ingresso di operatori "forti" nel sistema. Solo piccoli risparmiatori, sedotti da quegli spacciatori di bidoni che chiamamo banche aderiranno. Se l'operazione fallisce ci saranno meno problemi a rimettere le mani nell'assetto che verrà.
Giusto costituzionalizzare il diritto all'informazione. Attenzione alle ricadute: diritto personale in costituzione = illeggittimità del canone, che è una tassa di possesso su un bene, come quella sull'auto. Ben venga ! Sartori docet. Smontare la Gasparri prima come assurdo economico che come obbrobrio anti-democratico. Gli elettori, purtroppo, sono più sensibili al portafoglio che ai principi. Abolire il canone, finanziando la RAI pubblica attraverso la fiscalità generale. Favorisce i meno abbienti, poco cambia per i più, un po' di sano prelievo aggiuntivo per chi può economicamente. Ma vi pare giusto che in una casa con 3/5/10 redditi si paghi un canone tanto come uno sfigato che arriva a stento a fine mese?
Pensate che splendido spot elettorale!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cantarellus

#30    28 Febbraio 2007 - 13:11
 
Tutti i monopoli di stato sono stati privatizzati, dalla telefonia, e adesso si assiste anche alla liberalizzazione dell'energia elettrica (seppur ancora in fase di sviluppo) e dunque anche in materia di servizi di radiodiffusione si sta assistendo alla privatizzazione di un monopolio che per mezzo secolo è stato sotto controllo di partiti di tutti i tipi in nome del "pluralismo interno".
Che non ha fatto altro che lottizzare la Rai e renderla succube di un sistema politico, ora di sinistra, poi di destra, poi ancora di sinistra.
Si difendeva il monopolio di stato e la concessione alla RAI con la scusa che fosse un'attività di preminente interesse pubblico (art.43 della costituzione), e per la scarsa disponobilità di risorse via etere.

Con il cadere delle principali scuse che garantivano a RAI l'esclusiva trasmissione in ambito nazionale e la liberarizzazione delle frequenze per le altre emittenti, cadono anche i presupposti che consentono alla RAI di essere un attività di preminente interesse pubblico e da qui nascono anche i presupposti per privatizzarla in quanto diviene un' azienda come le altre.

Il timore che la Rai venga liquidata inquanto privatizzata è leggittimo per chi ha ancora una visione della stessa malinconica, legata all'unione del nostro paese italiano, quando vi era Bettini, ed il Carosello riuniva le famiglie.

La RAI, è stata importante nel processo di alfabettizazione del nostro paese.

Ma dobbiamo anche chiederci:
ha davvero garantito fin'ora un informazione corretta, imparziale, obbiettiva e trasparente?

E comunque sia vi sono già degli organi, come l'Authority e l'organo Antitrust che garantiscono o dovrebbero garantire tali principi.

Quindi a che scopo mantenere un'azienda pubblica se il servizio radiotelevisivo è già garantito da questi?

Ebbene... l'Italia, ha ancora bisogno di un canale nazionale, che garantisca un servizio pubblico lontano da influenze economiche e politiche.

Se la Rai viene privatizzata, chi garantirà che la stessa continui a fare attività pubblica?

E' e sarà sempre il canone, l'unico modo per garantire un servizio pubblico al cittadino.
Gli introiti provenienti dal canone devono essere investiti solo per fare attività pubblica.

Ma se la stessa soccomberà per via dell'evolversi del mercato chi garantirà un servizio pubblico?

E' qui che dobbiamo preoccuparci, in quanto, l'Authority e l'Antitrust servono per regolarizzare e vigilare, ma non possono obbligare i privati a fare servizio pubblico.

Si ci sono gli obblighi di fare informazione, di trasmettere i telegiornali, ma non garantiscono programmi istruttivi e d'interesse collettivo, come fin'ora ha fatto RAI.

Pertanto, per queste ragioni, a mio modesto parere, la RAI non deve essere privatizzata del tutto.

Ma una parte dovrà sempre essere a partecipazione pubblica per il suo "mantenimento", per non lasciarla alle dure leggi della concorrenza.
Oltre che a difenderla in quanto azienda storica.

Shalymar84 (né di destra né di sinistra)

utente anonimo

Commenti