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No alla privatizzazione della Rai

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martedì, 18 gennaio 2005

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Comunicato Megachip

La privatizzazione della Rai è ormai in corso, ma non vediamo né nel Parlamento, né nel Paese una battaglia per impedire la liquidazione – caso unico in Europa – del servizio pubblico. E’ un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta la poca lungimiranza delle forze politiche di centro-sinistra, ma anche dei movimenti, su una questione cruciale per la nostra democrazia. Il governo ha già deciso di vendere il 30 per cento dell’azienda, prima tappa della collocazione sul mercato del 100 per cento della Rai.

L’omologazione della Rai alla tv commerciale era già iniziata da tempo, ma i governi dell’Ulivo non hanno nemmeno tentato di bloccare un processo che portava ad appaltare a società private esterne molti programmi di punta dell’ente radiotelevisivo pubblico.

Questa Rai, brutta e lottizzata, non ci piace, ma crediamo che la sua riqualificazione come strumento fondamentale per la crescita culturale del paese e per il ripristino di una informazione corretta si debba basare sul mantenimento della sua caratteristica di servizio pubblico e non sulla sua privatizzazione, cioè sul passaggio del controllo a grandi gruppi finanziari o editoriali e non a una massa di piccoli azionisti come vogliono far credere.

Ricordiamo che nessun paese dell’Europa occidentale, sia governato dalla destra, sia dalla sinistra, sta scegliendo questo strano miscuglio di pubblico-privato che incombe sulla Rai.

Per questo Megachip chiede:

  1. Una regolamentazione a livello costituzionale della Rai, dal momento che il ruolo della televisione nella formazione politica, intellettuale e morale dei popoli è diventato, nelle nostre società, determinante, dunque il diritto dei cittadini a essere informati correttamente deve essere inserito fra quelli fondamentali in una società democratica.

  2. Che la questione del futuro della Rai non venga confinata agli addetti ai lavori o spacciata per un semplice fatto economico: sappiamo benissimo che non lo è. Il futuro dell’ente televisivo interessa milioni di cittadini italiani che hanno diritto di far sentire la loro voce.

  3. Che le frequenze analogiche e l’uso del digitale vengano considerate a tutti gli effetti proprietà pubblica e il loro uso consentito solo mediante concessione pubblica, democraticamente decisa e revocabile.

  4. Che si arresti un processo insensato, e spesso nemmeno motivato dal punto di vista economico, di privatizzazione di tutti gli spazi collettivi e dei beni pubblici, dalla Rai, alle forniture d’acqua, dai beni culturali al paesaggio che stanno snaturando e distruggendo l’identità storica del nostro paese e danneggiano, a favori di pochi, la maggioranza dei cittadini.

Magachip ha già chiesto alla Federazione Nazionale della Stampa di farsi promotrice di una Sessione Straordinaria degli Stati Generali sulla Comunicazione, per lanciare una campagna – urgente e non rinviabile – contro la privatizzaione della Rai. Si devono mobilitare in fretta le forze intellettuali, sociali e politiche del paese in difesa del servizio pubblico, così come, peraltro, è stato chiesto dalla stesso Presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

NON C’E’ TEMPO DA PERDERE: CHIEDIAMO A FORZE POLITICHE, MOVIMENTI, UOMINI DI CULTURA, GIORNALISTI, CITTADINI DI IMPEGNARSI IN QUESTA GRANDE BATTAGLIA DEMOCRATICA E COSTITUZIONALE IN DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO

Associazione Megachip - democrazia nella comunicazione

Postato da: teamweb a 16:08 | link | commenti (30) |